I primi dati sulle attività di donazione e trapianto svolte nel corso del 2005 nella regione Lazio confermano quanto più volte sottolineato in questi ultimi mesi, anche con una lettera congiunta, delle Associazioni all’assessore regionale alla sanità Augusto Battaglia, abbiamo registrato una grave riduzione nell´attività di prelievo con un calo del 30% del numero dei donatori utilizzati.
Le cause sono molteplici, scarsa segnalazione dei potenziali donatori rispetto al 2004 da 171 a 152, aumento del numero delle opposizioni rispetto al 2004 dal 30,4% al 39%), problematiche organizzative, ecc. ma tutte riconducibili nella confusione dei ruoli sia tra gli operatori che nei confronti delle istituzioni, e sicuramente non alla mancanza di volontà degli operatori o mancanza della cultura della donazione dei cittadini della regione.
Il numero dei trapianti è drasticamente diminuito rispetto al 2004 (solo il dato dei trapianti di rene da 162 a 124, ma bisogna sottolineare che i numeri devono essere letti in modo più restrittivo in quanto ci sono stati un considerevole numero di organi (circa 70) che provengono da altre regioni e vengono trapiantati nel Lazio, ad esempio gli organi che provengono dalla Basilicata al Policlinico Umberto I rientrano in un programma regionale dove il Policlinico è il centro trapianti della regione. Questo vuol dire che le risorse locali sono più scarse di quanto non sembri dal numero dei trapianti eseguiti.
Le Associazioni hanno chiesto già da ottobre un intervento urgente da parte dell’assessore regionale alla Sanità con due specifiche richieste per cominciare:
1) nomina del Coordinatore Regionale dei Trapianti, figura professionale indipendente dall’Agenzia Regionale per i Trapianti;
2) nomina di un funzionario amministrativo dell’assessorato delegato per le problematiche dei trapianti.
fonte: www.malatidireni.it