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Aspettative di vita
Data: 14/3/06
Aspettativa doppia di vita con il trapianto da vivente.

 

Studiosi scandinavi, inglesi ed americani hanno dimostrato che il paziente che riceve un organo da vivente vede raddoppiata l’aspettativa di vita e migliorata la qualità dell’esistenza.

L’eccezionalità della ricerca dei professori Hartmann di Oslo, Wadstrom di Uppsala e Wood di Oxford, Meier-Kriesche della Florida è anche nel fatto di aver dimostrato che anche il donatore che compie il grande gesto di offrire l’organo ha una maggiore e migliore aspettativa di vita.

“Queste ricerche – commenta il professor Ermanno Ancona, presidente del Congresso – fanno cadere le riserve sulla donazione da vivente in un momento in cui, drammaticamente in tutto il il mondo, le liste d’attesa crescono. Gli studi dicono anche che un familiare che vuol compiere il grande e commovente gesto di salvare un congiunto malato ai reni, deve offrire l’organo prima dell’avvio della dialisi. La sopravvivenza si allunga e di molto”.

Le ricerche presentate a Venezia sul trapianto da vivente dimostrano che la tecnica è in grande crescita negli Stati Uniti, dove, nel 2002 la donazione da vivente ha superato il prelievo da cadavere. Sono ridotti al minimo i rischi per il donatore anche in virtù delle nuove tecniche di chirurgia laparoscopica. “Al momento – aggiunge il professor Ancona – queste aspettative riguardano il trapianto di rene per cui non bisogna abbassare la tensione sul prelievo da cadavere”.

Durante la tarda serata, mentre era appena finita una sessione del Congresso, c’è stato l’annuncio che era disponibile il fegato di un giovane deceduto in tragiche circostanze in provincia di Vicenza. L’annuncio ha raggiunto il dottor Franco Barbazza, del Centro Trapianti di fegato dell’Università di Padova, diretto dal professor Davide D’Amico. Immediatamente il dottor Barbazza si è recato a Padova mentre un’équipe di medici raggiungeva l’ospedale dove era deceduto il giovane per il prelievo dell’organo.

Intanto, veniva avvertito un paziente in provincia di Cagliari che era stato trovato il fegato che l’avrebbe salvato. Da Ciampino decollava un aereo per prelevare il paziente sardo che intanto era stato accompagnato all’aeroporto di Cagliari. Il trapianto è stato eseguito da un’équipe guidata dal professor Giorgio Gerunda della Clinica Chirurgica III dell’Università di Padova e composta dai dottori Franco Barbazza e Francesco Lupia. L’intervento si è concluso intorno alle ore 14.00.
Il paziente aveva già avuto il primo trapianto di fegato sempre a Padova.

fonte: www.italiasalute.it
 






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Ultimo Aggiornamento: 20.08.2007 - 10:53:39