Antiossidanti sintetici che aumentano la sopravvivenza delle cellule del pancreas usate per trapianti su pazienti diabetici. A ´crearli´ sono stati ricercatori americani che pubblicano i risultati del loro studio, condotto sui topi, sulla rivista ´Diabetes´. E spiegano che normalmente, appena le cellule delle ´isole di Langherans´, che producono insulina, vengono prelevate dal pancreas si formano dei radicali liberi che ne riducono la funzionalità e la vitalità.
Lo studio ha dimostrato che nei topi, grazie a questi antiossidanti, è possibile aumentare notevolmente il successo dei trapianti e riuscire a curare il diabete.
Studiosi dell´University of Pittsburgh, in collaborazione con i ricercatori del National Jewish Medical and Research Center, ´creatori´ degli antiossidanti, hanno trapiantato cellule del pancreas in topi diabetici sui quali il sistema immunitario degli animali era stato precedentemente ´´spento´´ per ridurre i rischi di rigetto.
I risultati hanno indicato che le cellule sopravvivevano di più all´espianto e funzionavano meglio quando venivano trapiantate nei topi. Infatti, si integravano rapidamente nel pancreas e riuscivano a normalizzare in poco tempo i livelli di glucosio nel sangue. Inoltre, un secondo esperimento ha mostrato che, anche quantità minime di cellule, che normalmente non darebbero miglioramenti, permettevano la guarigione se trattate con gli antiossidanti.
Questi antiossidanti sintetici, AEOL10113 e AEOL10150, simili all´antiossidante naturale ´´superossido dismutasi´´ ma con un´azione a più ampio spettro e più duratura, aprono quindi nuove speranze all´utilizzo del ´Protocollo di Edmonton´ per il trapianto delle cellule pancreatiche.
Quest´ultimo, ideato da ricercatori canadesi nel 2000, prevedeva l´utilizzo di molte cellule pancreatiche (almeno due donatori), perché la mortalità post-espianto risultava altissima e spesso il deterioramento era troppo avanzato perché fossero in grado di produrre insulina.
fonte: www.italiasalute.it